Domenica 5 ottobre gli allievi del modulo tematico interdisciplinare e di storia dell’arte si sono avventurati alla Biennale di Architettura di Venezia. La giornata non sembrava promettere bene, lo scroscio della pioggia ci ha accompagnati per tutto il viaggio in treno. Fortunatamente, all’arrivo a Venezia, il cielo ha deciso di collaborare permettendoci di raggiungere a piedi i Giardini, passando per le mete più popolari della città lagunare.
Il tema della Biennale di quest’anno, Intelligens. Natural. Artificial. Collective., invita a riflettere su come l’intelligenza – naturale, artificiale e collettiva – possa trasformare il modo in cui progettiamo e abitiamo gli spazi. Il curatore, l’architetto e ingegnere Carlo Ratti, lo ha sintetizzato così: “Per affrontare un mondo in fiamme, l’architettura deve riuscire a sfruttare tutta l’intelligenza che ci circonda”.
Con esiti alterni, a tratti efficaci e creativi, altre volte più prevedibili o superati, i padiglioni nazionali dei Giardini e le oltre 700 installazioni dell’Arsenale cercano ciascuno a modo proprio di rispondere alla domanda: “Come vogliamo abitare il nostro futuro?” Una domanda che ne contiene molte altre: chi progetta per chi? Chi è stato escluso da questa narrativa? Che cosa sono innovazione e sostenibilità? Che cosa siamo disposti a sacrificare per convivere con ciò che chiamiamo progresso?
La moltitudine di stimoli ci ha prosciugato le energie, e mentre il sole calava sull’acqua abbiamo raggiunto la stazione con il vaporetto, portando con noi numerosi spunti su cui riflettere.





































